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	<title>K&#124;Com</title>
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	<description>Kublai Comunicazione Venezia</description>
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		<title>Social Timing</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una bella infografica di Kissmetrics ci racconta come sono concentrate nel tempo le azioni compiute su Twitter e Facebook; non è una sorpresa scoprire che la maggior parte vengono effettuate subito prima di pranzo e di lasciare la postazione di lavoro ovvero alle 12:00 e alle 18:00. Bene tenerlo presente se si vuole massimizzare l&#8217;effetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una bella infografica di <a href="http://blog.kissmetrics.com/science-of-social-timing-1/" target="_blank">Kissmetrics</a> ci racconta come sono concentrate nel tempo le azioni compiute su Twitter e Facebook; non è una sorpresa scoprire che la maggior parte vengono effettuate subito prima di pranzo e di lasciare la postazione di lavoro ovvero alle 12:00 e alle 18:00.</p>
<p>Bene tenerlo presente se si vuole massimizzare l&#8217;effetto dei propri tweet e aggiornamenti di status</p>
<p><a href="http://www.kcom.it/wp-content/uploads/2012/01/science-of-social-timing-part-1.png"><img class="alignleft  wp-image-605" title="science-of-social-timing-part-1" src="http://kcom.it/wp-content/uploads/2012/04/science-of-social-timing-part-1.png" alt="" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Apps Revolution</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 21:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa cambia con il successo dei tablet rispetto a ierilaltro? È vero che il web è moribondo, ed entriamo nella Post PC Era? Alzi la mano chi di voi ha ordinato un iPad2 e lo sta ancora aspettando. Lanciato da più di un mese sta replicando il successo di vendita del primo modello, aumentando ancor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Cosa cambia con il successo dei tablet rispetto a ierilaltro? È vero che il web è moribondo, ed entriamo nella Post PC Era?</span></span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Alzi la mano chi di voi ha ordinato un iPad2 e lo sta ancora aspettando. Lanciato da più di un mese sta replicando il successo di vendita del primo modello, aumentando ancor di più la diffusione dei tablet a discapito dei vecchi portatili. Si comincia a sospettare che non sia una moda passeggera, ma una vera rivoluzione destinata a modificare i nostri comportamenti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Oltre alle caratteristiche dello strumento, non così diverso da un tradizionale netbook, c’è un aspetto che merita qualche riflessione più approfondita. L’iPad ha reso ancora più familiare l’uso delle apps, apparentemente anche a discapito del web tradizionale. Le applicazioni presentano alcuni vantaggi, ma sono veramente destinate a <a href=" http://www.wired.com/magazine/2010/08/ff_webrip/all/1" target="_blank">far morire il web</a>?</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">È curioso che Wired si ponga questa domanda proprio in un momento in cui l’uso del web si sta allargando ad utenti che fino a poco tempo fa non lo conoscevano, o quasi, in cui i social network impazzano e l’editoria tradizionale sembra essere destinata ad abdicare a quella online.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Cosa fa pensare a questo possibile cambiamento epocale? Come si è arrivati a questa situazione?</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">1 – Tutto iniziò con l’iPod </span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">L’iPad è un successo recente ma con solide radici. Il 21 ottobre 2001 Apple lancia il primo iPod; e riscuote un successo senza precedenti, non che fosse un’invenzione straordinaria, i lettori mp3 esistevano già ma il mercato musicale ne era influenzato solo in negativo. Erano i tempi di Napsters e della diffusione della pirateria, il mercato musicale sembrava destinato a scomparire, ma Apple riuscì a reintrodurre l’abitudine a pagare l’acquisto di canzoni. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La vera “rivoluzione” non fu tanto il lettore, ma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Itunes" target="_blank">iTunes</a>. Nasce un nuovo modo di distribuire contenuti musicali a pagamento; un sistema chiuso che ha permesso ad Apple di fidelizzare oltre 150 milioni di utenti che usano altrettante carte di credito. Si può usare iTunes anche con Windows, ma usarlo con lettori diversi dall’iPod o ascoltare files non regolarmente acquistati non è più così semplice, anche se non poi tanto complicato.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">2- Il fenomeno iPhone</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel 2007 arriva anche l’iPhone, che ricorda molto l’iPod, non solo nell’estetica; e l’11 luglio 2008 viene aperto anche l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/App_Store" target="_blank">AppStore</a>; </span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">la filosofia è la stessa di iTunes; un altro ambiente chiuso e completamente controllato da Apple, che permette la compravendita di applicazioni sviluppate da chiunque per il telefonino.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Risultato, un successo di vendita senza precedenti e il cambiamento radicale della telefonia.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">3 &#8211; Arriva l’iPad</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Un decennio dopo l’iPod, il 27 gennaio 2010, arriva l&#8217;iPad, il gadget con diffusione più rapida della storia. In soli 80 giorni sono stati venduti tre milioni di esemplari. Nessuna tecnologia si è mai diffusa con tanta velocità: basti pensare che per il passaggio dai vhs al dvd ci vollero 5 anni per vendere 3 milioni di lettori. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Qui l’AppStore è attivo da subito, ed ha un immediato successo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>Secondo Horace Dediu</strong><strong>, </strong><strong>per ogni dispositivo vengono scaricate in media <a href="http://www.asymco.com/2011/01/16/more-than-60-apps-have-been-downloaded-for-every-ios-device-sold/" target="_blank">più di 60 applicazioni</a></strong><strong>,</strong></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> i<strong> </strong>10 miliardi di applicazioni scaricate sono stati raggiunti in <strong>metà tempo rispetto al download delle canzoni</strong><strong>; </strong>il rapporto non è proprio esatto, visto che molte apps sono gratuite, ma serve a rendere l’idea del fenomeno.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">4 – Apps economy</span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">La concorrenza di Apple infatti non si è fatta pregare e ha costruito i suoi negozi di applicazioni, e anche se Apple <a href="http://www.ilpost.it/2011/04/19/apple-contro-samsung/" target="_blank">non l’ha presa benissimo</a></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>oggi non è più concepibile un telefono cellulare o un tablet senza App store</strong>, e presto arriverà anche ai computer di casa, per non parlare degli elettrodomestici.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Mac App Store, la versione per Macintosh del negozio delle applicazioni, è il vero cuore della rivoluzione annunciata da Steve Jobs durante la presentazione nuovo sistema operativo Mac OS X  Lion. Il successo è assicurato visto che consente estrema facilità d’uso agli utenti meno esperti e la disponibilità di una piattaforma di distribuzione, gestione e pagamento centralizzata ed enormemente semplificata agli sviluppatori. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">È facile prevedere una trasformazione radicale del modo in cui usiamo il computer, tutto è comprabile e pronto per funzionare con un solo click; basta software da installare e configurare. E basta anche alla fuga degli utenti che passano da una tab all’altra del browser in un attimo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Per questo non mi sembra corretto di parlare di <a href="era http://www.businessinsider.com/maybe-the-post-pc-era-is-bunk-and-tablets-really-are-a-passing-fad-2011-4?op=1" target="_blank">post pc era</a></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> nel senso di sparizione dei computer a favore dei tablet, ma come trasformazione del modo di utilizzo a prescindere dal tipo di hardware utilizzato.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">L’uso delle applicazioni è meno dispersivo, visto che (semplificando all’estremo) queste occupano l’intero schermo, e non permettono di saltellare da una all&#8217;altra con la stessa agilità che usiamo con i tab del browser. È già stato evidenziato come le apps inducano a meglio focalizzare i contenuti e permettano un maggior approfondimento nella fruizione dei contenuti e una più lunga permanenza. Non è un caso che il primo settore a lanciarsi in maniera pesante sulle apps sia l&#8217;editoria, un po&#8217; per via della migliore esperienza che può avere il lettore, e molto perché si punta da subito ad imporre un modello in cui sia previsto il pagamento dei contenuti e non si debba puntare sulla sola pubblicità per i ricavi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Non è solo il settore editoriale a puntare alle apps, una persona che scarica un&#8217;apps è un “cliente acquisito” per qualsiasi attività. Prenotare un Hotel, fare un bonifico, visualizzare come starebbe quel divano nel nostro soggiorno e via discorrendo. abituare una persona ad utilizzare un proprio ammbiente chiuso per svolgere una qualsiasi operazione, e fornirgli una gradevole esperienza d&#8217;uso, costituisce una ottima chance di fidelizzarlo come cliente, molto più che fargli navigare il proprio sito.</span></span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Social Media Marketing</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 16:01:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Social Media sono un fenomeno sempre più di moda, anche qui in Italia. Per le aziende rappresentano una nuova sfida di marketing diretto; la possibilità di interagire direttamente con i clienti potenziali o acquisiti è decisamente da esplorare a fondo. SocialMedia Examiner ha pubblicato il suo terzo studio annuale del settore. Una relazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Social Media </strong>sono un fenomeno sempre più di moda, anche qui in Italia.</p>
<p>Per le aziende rappresentano una nuova <strong>sfida di marketing diretto</strong>; la possibilità di interagire direttamente con i clienti potenziali o acquisiti è decisamente da esplorare a fondo.</p>
<p>SocialMedia Examiner ha pubblicato il suo terzo studio annuale del settore. Una relazione di 41 pagine che potete scaricare <a href="http://www.socialmediaexaminer.com/social-media-marketing-industry-report-2011/" target="_blank">qui</a> (in pdf).</p>
<p>Per realizzare lo studio sono stati intervistati 3300 operatori di marketing, con l&#8217;obiettivo di capire come utilizzano i social media per far crescere e promuovere la propria attività.</p>
<p>• Le prime <strong>10 domande </strong>sul social media marketing a cui gli esperti desiderano una risposta;</p>
<p>• L&#8217;<strong>impegno orario</strong> investito nelle proprie attività social;</p>
<p>• I <strong>vantaggi </strong>del social media marketing;</p>
<p>• Quali sono gli <strong>strumenti </strong>di marketing più usati e come il loro utilizzo sta cambiando quest&#8217;anno;</p>
<p>• Informazioni sui <strong>principali siti </strong>di social networking.</p>
<p>È uno studio decisamente interessante sia per il professionista del settore, che può confrontarsi con esperienze diverse, sia per chi desidera iniziare a capire le potenzialità che offre il settore.</p>
<p><strong>Buona lettura!</strong></p>
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		<title>Share the Knowledge</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 14:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avrete notato le icone che ci sono in fondo ad ogni articolo, servono a condividerne il contenuti sui principali Social Network. E avrete notato anche la scritta che c’è sopra: Share the Knowledge, condividi la conoscenza. È un invito a non tenere per voi quello che leggete, come noi non facciamo segreto delle cose che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete notato le icone che ci sono in fondo ad ogni articolo, servono a condividerne il contenuti sui principali Social Network. E avrete notato anche la scritta che c’è sopra: <strong><span style="color: #993366;">Share the Knowledge</span></strong>, condividi la conoscenza.<br />
È un invito a non tenere per voi quello che leggete, come noi non facciamo segreto delle cose che pensiamo e facciamo nel nostro lavoro.</p>
<p>Siamo un’azienda che offre i cosiddetti KIBS &#8211; <strong><span style="color: #993366;">Knowledge Intensive Business Services </span></strong>– servizi, ad altissimo contenuto di conoscenza, basati sull’esperienza e le competenze delle persone; conoscenza che abbiamo acquisito con anni di studio e di pratica.</p>
<p>In questo tipo di servizi è fondamentale lo scambio di informazioni fra fornitore e fruitore. Si lavora a stretto contatto per individuare prima le esigenze del cliente e poi le possibili soluzioni; lavorare con una stretta logica di problem solving per individuare quali sono le possibili problematiche e le opportunità che si presentino.</p>
<p>Per lavorare in questo modo è fondamentale <strong><span style="color: #993366;">non partire con una idea precostituita</span></strong>, non ci sentirete mai dire che la soluzione è adattare un pacchetto che abbiamo già venduto ad un altro cliente. Ogni caso va affrontato e risolto per le sue caratteristiche particolari.</p>
<p>È importante, però, che chi si rivolge a noi abbia una idea delle possibilità che offrono il mercato e la tecnologia. A noi piace offrire soluzioni <strong><span style="color: #993366;">comprese a fondo dal cliente</span></strong>, in caso contrario non ne sarebbe né pienamente convinto né soddisfatto, come lo sarà se ogni esperienza diventerà un suo patrimonio dell’azienda che ne aumenti lei competenze e il valore.</p>
<p>Per questo ci fa piacere parlarvi di quello che facciamo e di cosa succede nel mondo della comunicazione, e per questo al tradizionale sito statico abbiamo affiancato un blog dove non solo vi parleremo, ma <strong><span style="color: #993366;">vogliamo ascoltarvi</span></strong>.</p>
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		<title>#KcomTweet</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 16:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo tweet fu inviato il 21 marzo di cinque anni fa. Da allora, circa 140 milioni di tweet vengono inviati ogni giorno e ogni 24 ore si aggiungono mediamente 460mila nuovi iscritti. Per il quinto compleanno di Twitter, Adam Werbach ha scritto per l’Atlantic una lista di consigli per usare, ottimamente tradotta da ilPost. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo tweet fu <a href="http://blog.twitter.com/2011/03/numbers.html">inviato</a> il 21 marzo di cinque anni fa. Da allora, circa 140 milioni di tweet vengono inviati ogni giorno e ogni 24 ore si aggiungono mediamente 460mila nuovi iscritti. Per il <strong>quinto compleanno di Twitter</strong>, Adam Werbach ha scritto per l’Atlantic una <a href="http://www.theatlantic.com/technology/archive/2011/03/the-bare-bones-guide-to-twitter/72283/">lista</a> di consigli per usare, ottimamente tradotta da <a href="http://www.ilpost.it/" target="_blank">ilPost</a>.</p>
<p>1. Twitter è un posto per fare conversazione, <strong>un enorme posto dove fare conversazione</strong>. Non importa quanto starai ad ascoltare, non potrai mai sentire tutto quello che ti può interessare. Non importa quanto parlerai, non riuscirai a raggiungere tutti quelli da cui vorresti farti sentire. Facebook è fatto per i tuoi amici; Twitter è per i tuoi amici e per chiunque possa essere interessato a quello che dici.</p>
<p>2. Scegli uno pseudonimo che sia CORTO. Ogni carattere conta. La chiave per essere ritwittati è <strong>essere concisi e memorabili</strong>. Un retweet, quando qualcuno propone ai suoi follower (quelli che lo seguono) un messaggio che hai pubblicato, è la chiave per costruire relazioni su Twitter. Quindi usa uno pseudonimo breve, perché non lo puoi poi cambiare facilmente.</p>
<p>3. Usa un programma come <a href="http://www.tweetdeck.com/">TweeetDeck</a> (la nostra scelta), <a href="http://hootsuite.com/">Hootsuite</a>, <a href="http://seesmic.com/">Seesmic</a> o una applicazione per smartphone se usi Twitter in mobilità. Questi programmi offrono più funzionalità rispetto al sito di Twitter, anche se sta migliorando. Alcune applicazioni consentono di gestire insieme Twitter, Facebook, LinkedIn e altri, così puoi fare più cose con un unico programma.</p>
<p>4. <strong>Usa Twitter spesso</strong>. Twitter offre un mare di informazioni e i tuoi tweet scorrono e passano rapidamente sullo schermo di chi ti segue. Se invii messaggi di frequente, ti costruisci un maggior seguito.</p>
<p>5. <strong>Usa Twitter regolarmente</strong>. È più facile se integri Twitter nelle cose che fai ogni giorno. In più, se mandi messaggi con una certa regolarità, chi ti segue sa che potrà leggere le tue cose in certi momenti della giornata. Se invii 15 tweet al giorno, ma tutti nella stessa mezz’ora, buona parte di chi ti segue non lo noterà nemmeno.</p>
<p>6. <strong>Condividi il meglio</strong>. Diventi credibile se decidi di ritwittare contenuti che chi ti segue si è probabilmente perso. Puo ritwittare con un clic direttamente dal messaggio che hai letto e che vuoi far circolare tra chi ti legge, oppure puoi usare le lettere RT nel tuo messaggio per riferirti all’utente che hai deciso di ricondividere.</p>
<p>7. <strong>Fai sentire la tua voce</strong>. Ritwittare è importante, ma devi comunque aggiungere qualcosa di tuo e personale per farti notare e per essere riconoscibile. Sii te stesso: dovrebbe essere il ruolo che ti viene meglio. Punta sul campo in cui sei maggiormente competente.</p>
<p>8. <strong>Lascia spazio a sufficienza per i retweet</strong>. I tuoi messaggi possono essere lunghi al massimo 140 caratteri e chi ripropone i messaggi ha lo stesso limite. Ma se vuoi che i tuoi messaggi vengano ritwittati più volte, devi fare attenzione e scriverli ancora più brevi, così chi li ripropone potrà aggiungere un commento o qualche considerazione personale.</p>
<p>9. Programma i messaggi. Molti programmi per gestire il tuo profilo di Twitter ti permettono di programmare i messaggi, così che appaiano nel corso della giornata automaticamente senza un tuo intervento. Questo ti aiuta a usare il sistema con regolarità senza dover rinunciare a qualcosa al di qua dello schermo.</p>
<p>10. Prova e <strong>accorcia i link </strong>che proponi. Non spammare. Usa un sistema automatico per accorciare i link, come <a href="http://bit.ly/">bit.ly</a>, così puoi risparmiare spazio per i tuoi messaggi.</p>
<p>11. Non seguire troppe persone. Quando decidi di seguire qualcuno, in genere quel qualcuno inizia poi a seguire te, ma questa è una strategia poco efficace per mettere in piedi un gruppo di persone che ti seguano sul serio e siano interessate a quello che dici. Un gruppo selezionato di un centinaio di persone da seguire può offrire già un sacco di informazioni. Per iniziare, cerca persone che ti interessano e poi dai un’occhiata alle persone che seguono. Seguendone troppe rischi di rendere ingestibile il tuo profilo. Non temere di eliminare qualche iscrizione se non ti interessano più i contenuti.</p>
<p>12. Le cose curiose funzionano bene e vengono condivise molto. È un buon modo per farsi conoscere, ma non bisogna esagerare con bizzarrie e aneddoti strani.</p>
<p>13. Il simbolo # viene usato davanti alle parole chiave per trasformarle in <strong>hashtag</strong>. Se tu inserisci quel simbolo prima di una parola, la parola diventa un link e fa capire agli altri che il tuo messaggio si occupa di un determinato argomento. Cliccando sulla parola, gli utenti possono visualizzare i messaggi pubblicati dagli altri su Twitter con quel dato argomento. Per esempio, se inserisci <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23150italia">#italia150</a> in un messaggio, cliccandoci sopra chi ti legge potrà trovare gli altri messaggi pubblicati su Twitter sull’anniversario dell’Unità d’Italia. Gli hashtag li decidi tu, puoi anche inventartene di nuovi e sperare che facciano tendenza.</p>
<p>14. Ama e temi i messaggi diretti (DM). Twitter ti permette di mandare messaggi privati ad altri utenti, iniziando il messaggio con una D seguita da @destinatario e poi il testo che vuoi inviare. Funziona solamente con le persone che ti seguono. E poi attento: se ti distrai un attimo rischi di pubblicare un messaggio che volevi inviare a una sola persona. Forse a volte è meglio la cara vecchia email per questo genere di cose.</p>
<p>15.<strong> Twitter più il tuo blog</strong>. Se hai un blog, Twitter può essere un buon sistema per far conoscere le cose che scrivi e dar loro un po’ più di visibilità. Molti blog possono essere impostati per inviare automaticamente un messaggio sul tuo account di Twitter quando hai pubblicato un nuovo contenuto. A volte è meglio farlo a mano, però, così da aggiungere qualcosa di più accattivante rispetto al solo titolo e al link al tuo post. Puoi anche collegare Twitter a Facebook per far comparire sulla tua pagina profilo i tweet. Ma ti conviene farlo solo se mandi pochi messaggi al giorno, altrimenti rischi di infastidire i tuoi amici su Facebook.</p>
<p>16. Ricorda che oltre a Twitter c’è una cosa che si chiama vita. Considera di prenderti delle pause, magari di non mandare messaggi nei fine settimana. Passare del tempo con i tuoi amici senza un computer di mezzo è salutare, specialmente all’aria aperta.</p>
<p><strong>Ovviamente anche K.com ha un <a href="http://twitter.com/#!/kcomtweet" target="_blank">account Twitter</a>.</strong></p>
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		<title>Musei aperti ai giovani</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 08:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fondazione Musei Civici Veneziani. Excerpt.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cliente</strong></p>
<p>Fondazione Musei Civici Venezia</p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<p>Aprire nuovi canali di comunicazione, e affiancare all’immagine istituzionale molto seria un tipo di comunicazione più leggero rivolto a target giovane.</p>
<p><strong><span id="more-147"></span>Azioni</strong></p>
<p>Creazione del <a href="http://www.youtube.com/museicivicidivenezia" target="_blank">canal</a><a href="http://www.youtube.com/museicivicidivenezia" target="_blank">e youtube</a> dedicato e sua personalizzazione con testi e grafiche.</p>
<p>Realizzazione della “testata” da utilizzare per tutta la futura produzione video della fondazione, ovvero una breve animazione, di elevata qualità, in grafiche 2D o 3D a partitre dal logo ufficiale.</p>
<p>Apertura dell’account flickr e inserimento dei primi <a href="http://www.flickr.com/people/fondazionemuseicivicivenezia/" target="_blank">set fotografici</a>.</p>
<p>Su facebook sono state aperte la <a href="http://www.facebook.com/pages/Fondazione-Musei-Civici-Venezia/109624639115" target="_blank">pagina ufficiale</a> della fondazione e le pagine degli 11 musei che compongono il percorso museale veneziano.</p>
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		<title>Raccontare la città</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 08:14:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[marketing turistico]]></category>
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		<description><![CDATA[MeetingVenice in collaborazione con Faberadv. Cosa Portale geoeconomico della città di Venezia. Obiettivi Sviluppare il primo portale cittadino generalista (“content market place”), di taglio contenutistico e commerciale allo stesso tempo. Azioni Coordinamento della redazione e del marketing per le partnership, realizzazione dei contenuti culturali che si coniugano con le informazioni commerciali e il booking engine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.meetingvenice.it" target="_blank">MeetingVenice</a></strong> in collaborazione con Faberadv.</p>
<p><strong>Cosa</strong></p>
<p>Portale geoeconomico della città di Venezia.</p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<p>Sviluppare il primo portale cittadino generalista (“content market place”), di taglio contenutistico e commerciale allo stesso tempo.</p>
<p><strong><span id="more-142"></span>Azioni</strong></p>
<p>Coordinamento della redazione e del marketing per le partnership, realizzazione dei contenuti culturali che si coniugano con le informazioni commerciali e il booking engine alberghiero. Realizzazioni delle schede dei luoghi, della guida alla città, con itinerari testuali e video, blog, canali commerciali, gallery etc  (il portale è stato poi comprato dall’associazione veneziana albergatori e presto sarà rilanciato da PromoVenezia).</p>
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		<title>Tutti possono comunicare, pochi sanno farlo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 23:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicare]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Usare internet è ogni giorno più semplice; i software di grafica sono a prova di dummy; gli strumenti per generare contenuto sono ormai alla portata di tutti. Ma usare gli strumenti a caso genera solo rumore. Comunicare significa prima di tutto saper ascoltare, capire e poi mettere in comune, narrare storie ed offrire esperienze. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'><span style="color: #993366;"><strong>&#8220;Per ottenere giustizia, tratta gli altri con giustizia&#8221; (Tich Nath Han) </strong></span></div></div>
<p>Usare internet è ogni giorno più semplice; i software di grafica sono a prova di dummy; gli strumenti per generare contenuto sono ormai alla portata di tutti. Ma usare gli strumenti a caso genera solo rumore.</p>
<p><span id="more-91"></span><strong>Comunicare </strong>significa prima di tutto saper ascoltare, capire e poi mettere in comune, narrare storie ed offrire esperienze. Significa conoscere il mercato in cui si opera, dare del tu ai propri clienti acquisiti e a quelli potenziali, conversare alla pari e condividere valori e prodotti della propria azienda.</p>
<p>Questo facciamo noi.</p>
<p><strong><span style="color: #993366;">I nostri servizi spaziano nei diversi campi della comunicazione come va intesa oggi:</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>&#8211;&gt; Marketing : </strong></span>Strategia branding, piani di marketing, business plan, riposizionamento, supporto alle vendite, analisi di mercato, promozione, unconventional marketing etc.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>&#8211;&gt; Comunicazione: </strong></span>Copywriting, grafica, immagine coordinata, brand image, campagne di notorietà, , media planning, misurazione risultati</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>&#8211;&gt; Internet: </strong></span>Creazione e visibilità siti, Sem, campagne social media, amministrazione profili social, viral marketing, campagne adv display, pay per rank, keyword adv, pay per click, progetti su tutti i media digitali come applicazioni per I-pad, smart phone e tablets, Web editing, Content providing, web analytics.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>&#8211;&gt; Video e content: </strong></span>Video aziendali, presentazioni, areomarketing, video tutor, spot, documentari, copy per web, blog.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>&#8211;&gt; Analisi e Ricerche: </strong></span>Sviluppiamo ricerche, studi, sondaggi, analisi, nel campo politico, sociale (cause related marketing), turismo, cultura, PA, comunicazione etc</p>
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		<title>Un po’ di te</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 21:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cordone ombelicale]]></category>
		<category><![CDATA[donazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Cliente Fondazione Sofia Luce rebuffat Onlus – Associazione Daniele Mariano Onlus Obiettivi Far conoscere agli studenti delle scuole superiori le tematiche della donazione del midollo osseo e del cordone ombelicale. Creare gli strumenti per una campagna permanente di raccolta di donazioni per i clienti. Azioni Abbiamo seguito interamente la campagna, che è stata chiamata:  &#8220;Un po&#8217; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cliente</strong></p>
<p><strong></strong>Fondazione Sofia Luce rebuffat Onlus – Associazione Daniele Mariano Onlus</p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<p>Far conoscere agli studenti delle scuole superiori le tematiche della donazione del midollo osseo e del cordone ombelicale.</p>
<p>Creare gli strumenti per una campagna permanente di raccolta di donazioni per i clienti.<strong></strong></p>
<p><strong><span id="more-75"></span>Azioni</strong></p>
<p><strong></strong>Abbiamo seguito interamente la campagna, che è stata chiamata:  <strong>&#8220;Un po&#8217; di te. Un futuro per tanti&#8221;</strong></p>
<p>Sono stati realizzati un <a href="http://www.unpodite.org/" target="_blank">sito</a> dedicato.</p>
<p>La presenza su facebook con un <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=24429074603" target="_blank">gruppo</a>.</p>
<p>Uno<a title="un po' di te - spot tV - advertising" href="http://www.youtube.com/watch?v=lu0gU7YdgMc&amp;list=PL7BB25EC4512D1954&amp;index=3&amp;feature=plpp_video" target="_blank"> Spot televisivo</a> e un <a title="un po' di te - documentario breve" href="http://www.youtube.com/watch?v=bGkkwntoYiI&amp;list=PLB3D2F52FFA997D64&amp;index=2&amp;feature=plpp_video" target="_blank">documentario</a> sulla donazione.</p>
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		<title>Comunicazione Politica non convenzionale</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 21:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[ignazio marino]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[primarie pd]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Cliente Ignazio Marino, candidato alle primarie del PD Obiettivi Seguire il reclutamento, l’organizzazione e le azioni promozionali dei volontari Organizzare il fund rising di tutta la campagna. Azioni Reclutamento e organizzazione dei volontari ruotavano intorno al sito della campagna, un vero e proprio social network costruito ad hoc. Per questa campagna abbiamo adottato molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cliente</strong></p>
<p>Ignazio Marino, candidato alle primarie del PD</p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<p>Seguire il reclutamento, l’organizzazione e le azioni promozionali dei volontari</p>
<p>Organizzare il fund rising di tutta la campagna.</p>
<p><strong><span id="more-71"></span>Azioni</strong></p>
<p>Reclutamento e organizzazione dei volontari ruotavano intorno al <a href="www.scelgomarino.info" target="_blank">sito della campagna</a>, un vero e proprio <strong>social network costruito ad hoc</strong>.</p>
<p>Per questa campagna abbiamo adottato molte pratiche innovative. Dalla <strong>geolocalizzazione </strong>dei volontari con mappe google (poi utilizzata da molti altri in Italia) ai sistemi per inviare mail direttamente dal sito, al coinvolgimento su azioni dirette di promozione e comunicazione sia sul web sia sul territorio.</p>
<p>Il sito era organizzato con una parte principale a livello <strong>nazionale</strong>, e numerosi altri siti satellite a livello <strong>regionale</strong>. Ognuno di questi aveva un proprio blog, e sono stati pubblicati 500 post e inviate 122 newsletter.</p>
<p>All’interno del social network, e da li verso l’esterno, è stato generato un traffico di alcune decine di migliaia di messaggi.</p>
<p>Oltre a promuovere i tradizionali canali di raccolta delle donazioni è stato anche creato uno strumento online per le <strong>microdonazioni</strong>.</p>
<p>L’innovazione più stimolante portata nella campagna è stata lo stimolo fornito agli iscritti al sito di compiere azioni promozionali, o di idearle in prima persona. In definitiva possiamo dirci soddisfatti sia per il numero e l&#8217;efficacia delle azioni organizzate sia per l&#8217;effetto <strong>bandwagon</strong>.</p>
<p>Alcune di queste azioni possono essere replicate anche nella promozione commerciale, bisogna solo saper toccare le leve giuste per stimolare i propri fan ad attivarsi.</p>
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